Gravidanza e tristezza come comportarsi

Gravidanza e tristezza come comportarsi

images1 La gravidanza e il periodo successivo al parto, per la donna, sono    momenti caratterizzati dal succedersi di intense esperienze emotive, fisiche e psicologiche. Le modificazioni biologiche naturali che avvengono durante la gravidanza e successivamente al parto nell’assetto ormonale della mamma preparano la mamma e il nascituro a raggiungere nel migliore dei modi e ad affrontare il momento della nascita prima e per predisporre e mantenere l’allattamento poi. La gravidanza, il parto e l’allattamento, spesso viste come una naturale conseguenza l’uno dell’altra, sono in realtà momenti molto ben distinti dal punto di vista fisiologico, ormonale e psicologico, e in ognuno di questi momenti si può creare una situazione delicata che predispone la madre a percepire più o meno gravi disagi emotivi e psicologici.
Spesso non si riflette a sufficienza sull’importanza del momento di passaggio che la donna affronta acquisendo un ruolo di madre a cui si legano la capacità di stabilire legami di cura e protezione e un generale senso di competenza. Il passaggio di stato da ruolo di figlia a quello di madre, pur facendo parte del ciclo vitale, genera comunque una fase di crisi emotiva e può essere dunque considerato un momento fisiologico di stress. Tali esperienze riguardano soprattutto la donna, ma dal punto di vista emotivo devono essere accolte dal padre e dal nucleo familiare più stretto, che dunque hanno un ruolo di primo piano nel sostegno della madre sofferente.
Una situazione di cambiamento così profonda (cambia il corpo, si sviluppa una nuova vita, cambia il proprio ruolo e necessariamente cambia anche il rapporto con il partner), può innescare tutta una serie di sintomi di disagio psicologico, spesso transitori e compatibili con l’adattamento alla nuova situazione. La percentuale di gestanti e di madri che soffre di un qualche disturbo psicologico durante o dopo la gravidanza è molto elevata.
Poter riflettere sui propri pensieri e sulle proprie paure, non negandole, sottolineare i cambiamenti emotivi e riconoscerli è quindi un passaggio importante per tenere la situazione sotto controllo e poterla gestire con la sufficiente tranquillità e consapevolezza.
Nel caso in cui il disagio perduri oltre dieci giorni dal parto è utile rivolgersi ad uno specialista che possa valutare la situazione e dare supporto alla mamma nell’ elaborazione dei vissuti di tristezza, solitudine, sconforto e paura. E’ essenziale non trascurare i segnali di disagio e non attendere inutilmente trascinando il malessere in quanto una mamma, preda delle proprie ansie o tristezze interiori, non è nelle condizioni psicologiche ottimali essenziali nel contenimento e gestione delle angosce precoci del bambino, nella promozione del pensiero e della fiducia fondamentali per la strutturazione della personalità del nascituro. Con un tempestivo e spesso breve supporto è possibile sostenere le mamme nella costruzione del loro legame con i propri figli, base fondamentale per lo sviluppo psichico dell’individuo.
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